Automazione: la “governante” per una casa intelligente

Oggi l’automazione può essere applicata a elementi di scala diversi con il comune obiettivo di raggiungere la massima esigenza. Vediamo come

È possibile cominciare a parlarne dal meccanismo più piccolo, come quello usato per le componenti delle serrature anti-effrazione, o fare un salto di scala e descrivere le ultime novità legate al mondo della domotica. Sì, perché l’automazione abbraccia un vastissimo range di prodotti, trasversali rispetto ai settori legati all’edilizia ma sviluppati con un obiettivo comune: semplificare la quotidianità di chi vive gli edifici, sia residenziali che pubblici, e garantire risparmio energetico, sicurezza, comfort.

Quindi, cercando di tracciare un percorso che segue lo slogan “dal cucchiaio alla città”, creato da Ernesto Rogers nel 1952 per spiegare l’approccio multidisciplinare di un architetto, ecco che anche l’automazione nel mondo dei serramenti abbraccia diversi ambiti d’azione. Coinvolge, per esempio, i cilindri delle porte blindate che, oggi, possono inglobare sistemi di riconoscimento delle impronte digitali del proprietario di casa; coinvolge i serramenti, coordinati da app e che dialogano da remoto con gli inquilini per informarli su chi sta cercando di entrare in casa; e coinvolge anche il settore delle chiavi di accesso alle porte blindate che, a loro volta, ospitano meccanismi intelligenti, con codici personalizzati, facili da attivare e disattivare, e che permettono l’accesso a diverse persone, anche senza bisogno fisico di avere le chiavi con sé.

Ma, facendo il primo salto di scala, l’automazione può riguardare direttamente anche le finestre e, ancora una volta, in diversi modi. Ci sono le finestre sul tetto, per esempio, che attraverso specifici sensori riconoscono il mutare delle condizioni meteorologiche e, quindi, attivano meccanismi di chiusura. O, ancora, al crescere dell’irraggiamento mettono in azione le tende, per contenere la dispersione termica e contribuire al risparmio energetico. Un altro cambio di scala riguarda i sistemi di allarme che coinvolgono l’intero involucro edilizio mettendo in relazione finestre, porte, copertura e altri elementi “sensibili”.

Dagli accessori ai sistemi

Dagli accessori per serramenti ai sistemi di coordinamento di intere aziende aderenti a Industria 4.0: l’automazione, oggi, si può applicare a elementi di scala diversa con il comune obiettivo di raggiungere la massima efficienza 

Ma c’è un modo per incrementare ulteriormente la relazione fra tutti gli elementi citati e riguarda il coordinamento attraverso l’inserimento di un impianto domotico. Se i sistemi più semplici, in grado di coordinare apertura e chiusura di porte e finestre, accensione o spegnimento dei sistemi di climatizzazione, attivazione o spegnimento dei sistemi di allarme, sono ormai conosciuti e diffusi, ci sono alcune recenti novità che aprono a nuovi scenari. È stato presentato da BTicino, per esempio, il nuovo sistema Living Now che si basa su un’infrastruttura tradizionale ma è concepita per nuove esperienze d’uso. Permette, infatti, di gestire le principali funzionalità dell’impianto elettrico di casa, fra luci, tapparelle, energia, da remoto, attraverso app, oppure, ed è qui la vera novità, attraverso comandi vocali. Sviluppata in collaborazione con Netatmo, Living Now può interfacciarsi con gli smart speaker più diffusi, fra cui Apple Homekit, Google Home e, a breve, Alexa di Amazon. E, dettaglio eloquente, tutti gli impianti produttivi e di controllo qualità sono intelligenti e interconnessi a sistemi di gestione elaborazione dati, in un contesto di Industria 4.0.

Rimanendo nel settore aziendale, un’altra novità interessante legata al settore dell’automazione e della domotica riguarda i sistemi sviluppati per proporsi come strumenti efficaci proprio per l’Industria 4.0. Hi.Energy di Home Innovation, per esempio, è stato studiato per migliorare le performance e aumentare la redditività di un’azienda, attraverso l’inserimento nell’impianto domotico di uno strumento di contabilizzazione e di diagnosi energetica. Una volta applicato permette, per esempio, di accedere agli incentivi fiscali attraverso i report energetici sviluppati combinando fino a 10.000 dati acquisiti attraverso i punti di misura, fra dati di diagnostica, consumi energetici, temperature.

Dal cilindro della serratura, dunque, all’intera azienda.

E la diffusione della domotica in edilizia? A che punto è? Dalla ricerca Smart Home, sviluppata dall’osservatorio Internet of things della School of management del Politecnico di Milano, realizzata su dati Doxa, lo scenario della domotica nel nostro Paese: «Nonostante la forte crescita, sono ancora numerose le barriere su cui le aziende devono concentrare gli sforzi», osserva Angela Tumino, direttore dell’osservatorio Internet of things. «In particolare le difficoltà nell’installazione dei prodotti, la carenza di servizi che effettivamente consentano di creare valore e la scarsa riconoscibilità di molti dei brand che oggi presidiano il mercato.

Privacy, cyber security e i nuovi algoritmi di intelligenza artificiale sono aspetti cruciali per lo sviluppo di soluzioni affidabili e attrattive sul mercato, puntando alla corretta gestione e valorizzazione dei dati che nel futuro saranno sempre più frequentemente messi a disposizione dagli oggetti connessi nelle nostre case».

«In termini di incidenza sulle vendite», continua la Tumino, «a trainare il mercato italiano della smart home sono le applicazioni IoT per la sicurezza, come sensori per porte e finestre in grado di rilevare tentativi di infrazione, videocamere di sorveglianza, serrature e videocitofoni.

Seguono i prodotti per la gestione del riscaldamento, cioè caldaie e termostati connessi che si diffondono grazie a brand affermati, una community di installatori fidelizzata e la capacità di comunicare i benefici ottenibili in termini di comfort e risparmio energetico. Poi vengono le soluzioni per la gestione elettrodomestici, in particolari lavatrici connesse, controllabili via app e dotate, in alcuni casi, di assistente vocale. A livello internazionale, si segnala la diffusione degli smart home speaker: hub dotati di altoparlanti che riducono la complessità di connessione e gestione degli oggetti intelligenti in casa.

In Usa sono già 35 milioni gli speaker venduti da Amazon e Google, con quote del 55% per Amazon Echo e 45% per Google Home. In Italia stiamo ancora aspettando il loro arrivo, ma ci sono grandi attese verso questi dispositivi presidiati da tutti i grandi over- the-top».

 

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