Chiusure civili di sicurezza, le soluzioni si moltiplicano

Chiusure civili di sicurezza

Le aziende attive nel settore delle chiusure civili di sicurezza si specializzano sempre più per offrire sistemi innovativi dal punto di vista tecnico e tecnologico, con una crescente commistione con l’IoT

Da un’indagine curata dal Centro Studi Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, emerge un quadro preciso del tema legato alla sicurezza e viene confermato dai numeri diffusi da organi ufficiali:

Nell’evoluzione dei sistemi di sicurezza verso la smart home, rimangono inalterate le classi antieffrazione

nonostante, come certifica il Viminale, nel 2017 i furti denunciati nelle abitazioni siano diminuiti, passando dai 214.053 del 2016 ai 192.681 del 2017 (quindi, con un calo del 10%), gli italiani percepiscono una forte paura dei furti. Altri numeri a supporto della tesi: secondo il Censis, oltre 19 milioni di italiani, quindi, più di tre famiglie su dieci, percepiscono il rischio della criminalità nel territorio in cui vivono e la stessa criminalità è ritenuta il quarto più grave problema nazionale, dopo la disoccupazione, l’evasione fiscale e l’eccessivo prelievo fiscale.Chiusure civili di sicurezza

Diretta conseguenza di questo stato di fatto, l’evoluzione continua dei sistemi di sicurezza, fra inferriate, porte blindate, portoncini, porte per il garage, infissi anti-intrusione e l’innovazione nei sistemi antieffrazione, dalle telecamere alle soluzioni DIY, e nelle diverse applicazioni della domotica.

Oltre 10 milioni di abitazioni dispongono di inferriate a porte e/o finestre

I dipartimenti di Ricerca&Sviluppo delle aziende del settore, infatti, si trovano a rispondere alla sempre crescente domanda di soluzioni per la sicurezza, confermata da altri numeri dichiarati dal Censis: su quasi 30 milioni di immobili dotati di utenze domestiche (acqua, elettricità, gas) sono installate quasi 19 milioni e 900 mila porte blindate, mentre i sistemi di allarme ammontano a 12,6 milioni. Oltre 10 milioni di abitazioni dispongono di inferriate a porte e/o finestre e infissi con vetri anti-intrusione sono montati in 9,3 milioni di abitazioni; numero simile – 9,2 milioni di case, per le telecamere. Ed ecco che le novità del settore mettono in relazione quanto appena dichiarato, quindi, una crescente domanda di sicurezza e soluzioni adatte, con un’altra tendenza in corso, quella legata all’evoluzione e all’espansione dei sistemi IoT.

Chiusure civili di sicurezza

Dall’ultima ricerca promossa dall’Osservatorio Internet of Things della School of management del Politecnico di Milano, dal titolo “Non manca (quasi) più nessuno: la smart home apre i battenti”, emerge che, anche in questo ambito e in questo specifico mercato, il tema della sicurezza è trainante: «In termini di incidenza sulle vendite, a trainare il mercato italiano della smart home sono le applicazioni IoT per la sicurezza, come sensori per porte e finestre in grado di rilevare tentativi di infrazione, videocamere di sorveglianza, serrature e videocitofoni».

Su quasi 30 milioni di immobili dotati di utenze domestiche sono installate quasi 19 milioni e 900 mila porte blindate

E se questa ultima dichiarazione fornisce una fotografia del mercato, anche dalla parte dei consumatori viene una conferma nella stessa direzione: «Gli oggetti connessi iniziano a diffondersi nelle case degli italiani: il 38% dei consumatori ne possiede almeno uno in casa propria e ben il 32% ha effettuato l’acquisto nel corso del 2017. Lo rivela l’indagine sui consumatori condotta su un campione di 1.000 individui con età compresa tra 18 e 74 anni rappresentativi della popolazione italiana, che conferma gli ambiti della sicurezza e del riscaldamento al primo e secondo posto tra le preferenze dei consumatori».

Chiusure civili di sicurezza

Quindi, assodati i due aspetti principali del settore, la richiesta crescente e il contatto sempre più stretto con i sistemi IoT, si apre un terzo capitolo, importante quanto la scelta delle soluzioni in sé, dalle classiche inferriate ai sistemi smart più sofisticati: chi li installa?

La fase di posa in opera di ogni elemento per la sicurezza, infatti, è fondamentale per la sua resa, obbligando i committenti ad affidarsi a professionisti certificati. Ed è anche Cna a sottolineare il ruolo finale del processo: «è bene rivolgersi esclusivamente a installatori abilitati, dei quali potersi fidare tanto per professionalità quanto per onestà. Le nuove disposizioni in materia di privacy, adottate di recente sulla scorta del regolamento europeo, hanno inoltre un notevole impatto sulla videosorveglianza e sui sistemi smart, in quanto, per poter garantire l’utilizzo corretto delle telecamere, sono richieste rigorose e certificate competenze».

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