Angelo Furia, Project manager Resstende, per la Fondazione Feltrinelli

Il contatto e il rapporto fra progettisti e partner è iniziato sin dalla fase di ideazione afferma il Project Manager dell’azienda.

Resstende

Progetto importante e stimolante. Come è avvenuto il contatto fra voi e i progettisti?
Come gli altri partner abbiamo partecipato alla gara di appalto dove, come richiesta principale riguardo alle nostre competenze, bisognava proporre una soluzione funzionale, affidabile e duratura nel tempo, per proteggere le ampie e numerose vetrate molto esposte all'irraggiamento solare. Dato che metterci alla prova con soluzioni sempre differenti fa parte del nostro metodo di lavoro, abbiamo iniziato a fare un primo mock up per verificare la fattibilità tecnica, che ci ha permesso di sperimentare le nostre soluzioni proposte e verificare la loro effettiva funzionalità fin da principio. Da questo momento in avanti è iniziato questo percorso che è stato una continua interazione di approfondimento e affinamento delle diverse soluzioni.

In che fase, quindi, del loro progetto, gli architetti vi hanno contattato?
Erano in fase di studio preliminare e quindi è una delle rare volte dove il ruolo del progettista e dei propri partner ha inizio fin dal principio d'ideazione del progetto e questo avviene proprio quando un particolare dettaglio costruttivo è parte integrante e caratterizzante un'architettura. E questo in realtà avviene spesso quando si ha a che fare con grandi studi di architettura che sono in grado di mettere insieme un team di professionisti e aziende differenti, ognuno capace di interfacciarsi con gli altri proprio per ottenere soluzioni compatibili con una geometria complessa e non convenzionale.

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Siete partiti da un prodotto che era già presente nella vostra produzione standard di serie, oppure no?
In realtà no, non esisteva nulla e questa è una cosa che facciamo abitualmente: impariamo dalle esperienze fatte nei progetti precedenti e ogni volta, se le soluzioni sono compatibili, le plasmiamo, riadattiamo e miglioriamo. Questo ci porta a proporre sistemi e tecnologie diversi e personalizzati. Nel caso della Fondazione Feltrinelli la complessità di questo progetto sviluppato ad hoc ci ha permesso di dimostrare quanto siamo versatili e flessibili nel trovare sempre soluzioni perfette e innovative. Uno sforzo che è richiesto, ogni qual volta ci si confronta con grandi architetti che nei loro progetti aggiungono sempre degli elementi di difficoltà che fanno crescere anche l'azienda. In questo caso, la chiave di svolta della nostra soluzione vincente è stata il riuscire a ribaltare su un altro piano, da quello tradizionale, il sistema di rotazione e di avvolgimento del telo, permettendoci di avvolgerlo parallelamente al piano orizzontale e di farlo funzionare.

Ora che questo sistema è stato ampliamente sperimentato e installato su un'architettura così importante, pensate anche di inserirlo in quella che è la vostra produzione standard?
Se una nostra soluzione innovativa viene apprezzata e richiesta, a quel punto entra di default nella nostra produzione standard. Il sistema Traction Kit e il sistema Boston ad esempio, nascono per rispondere a delle particolari esigenze richieste dall'architetto Renzo Piano per schermare le facciate dell'ISGM Museum di Boston. Oggi entrambi fanno parte della gamma prodotto Resstende.

Capita nei vostri progetti di essere voi stessi, oltre che produttori, installatori dei vostri sistemi?
L'azienda si suddivide fra un ramo che affida i suoi prodotti alle rivendite che distribuiscono su tutto il territorio italiano ed estero e un altro dove il team tecnico interno segue e sviluppa grandi commesse fornendo un prodotto "chiavi in mano", come in questo caso. Cerchiamo così di bilanciare questi due canali di vendita in modo che coesistano in armonia e siano di supporto l'uno con l'altro.

ResstendeSoluzione tecnologicamente avanzata. Come avete predisposto e risolto la questione della futura manutenzione delle vostre tende?
Essendo un'architettura con una geometria complessa e imponente, richiesta importante da parte della committenza è stata ovviamente quella di pensare fin da subito a una rimozione agevole di tutti i sistemi installati. A tal proposito abbiamo collaborato alla realizzazione di un ponteggio mobile certificato, utilizzato durante l'installazione dei sistemi e per i successivi interventi di manutenzione. A conferma del nostro risultato progettuale ha contribuito il nostro team di installatori che si è aggiudicato il riconoscimento come azienda più sicura sotto il profilo della sicurezza sul lavoro e sui cantieri.

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