La parola a Roberto Galli. Serramenti in legno e mercati

Con quali visioni e strategie si può affrontare la crisi del comparto dei serramenti? Ne abbiamo parlato con Roberto Galli, Consigliere del Gruppo Finestre di EdilegnoArredo e Presidente del Gruppo Italserramenti.

Consigliere del Gruppo Finestre di EdilegnoArredo e Presidente del Gruppo Italserramenti

Consigliere del Gruppo Finestre di EdilegnoArredo e Presidente del Gruppo Italserramenti

Le dinamiche del mercato dei serramenti sono strettamente dipendenti dallo scenario dell'edilizia, nel quale sono in corso profonde mutazioni: nel comparto dei serramenti in legno, con quali strategie produttive e di marketing si affrontano la crisi e le sue trasformazioni?
In un mercato che non è mutato ma stravolto, tutte le aziende del settore edile, soprattutto quello dell'involucro esterno, per poter sopravvivere hanno dovuto rivedere radicalmente strategie, prodotto e obiettivi. Per quanto riguarda il nostro settore è indispensabile riposizionare i nostri prodotti nella fascia alta del mercato, evidenziando non solo le nostre performance tecnico-prestazionali, ma facendo riscoprire la nostra materia prima che è il "legno". Dobbiamo riuscire a trasmettere quanto "valore" dà alla casa una bella finestra in legno e quanta poca manutenzione serve per tenerla bella e conservarla tale nel tempo. Purtroppo, concentrati sulle prestazioni termiche e acustiche, ci siamo dimenticati che produciamo dei manufatti in un materiale nobile, vivo, totalmente riciclabile e quindi rispettoso dell'ambiente.

Mercati internazionali: l'export è effettivamente una prospettiva vincente per le aziende italiane?
L'export è una prospettiva non solo vincente, ma indispensabile; i numeri attuali e futuri del mercato domestico possono soddisfare solo parzialmente le aziende ancora "vive" dopo questi sette anni di profonda crisi. I nostri prodotti hanno tutte le caratteristiche tecniche ed estetiche, supportate dalla capacità di produrre su misura, in grado di soddisfare quei mercati "ricchi" che sanno apprezzare il "made in Italy".

Dai mercati oltreconfine restano comunque escluse le imprese medio-piccole o occorre piuttosto ripensare i modi di porsi sul mercato e mettere a punto reti d'impresa?
Il vero limite è la dimensione media delle nostre aziende. Le reti di impresa sarebbero una soluzione, ma nella realtà è quasi impossibile mettere intorno a un tavolo un gruppo di imprenditori per dialogare dei vari problemi del settore. Pensare di fare affari insieme non è sicuramente nel nostro DNA. Speriamo che il "bisogno" di sopravvivenza ci "costringa" a mettere in atto il famoso detto: "da soli si va più veloci, ma in gruppo si va più lontano".

Quali iniziative di supporto ha intrapreso il Gruppo Finestre per sostenere e promuovere la competitività dei serramenti in legno italiani sui mercati globali?
Il Gruppo Finestre, come tutti gli altri gruppi di EdilegnoArredo, viste le poche risorse a disposizione, deve agire in sinergia con la Federazione e imparare a utilizzare i supporti che la FederlegnoArredo può dare con la sua organizzazione in Italia e all'estero. Siamo aziende piccole e con poche risorse, oltre che con poco personale formato per poter affrontare un mercato globale.

In Italia, la maggiore percentuale delle abitazioni esistenti, da un punto di vista energetico, è collocata in Classe F o G. Nella riqualificazione di un appartamento di un centro storico, tenuto conto che risulta in generale impossibile poter agire sull'involucro, uno degli interventi più efficaci per migliorare la classe di efficienza energetica è la sostituzione dei vecchi serramenti. Potenzialmente un mercato dai grandi numeri per le aziende serramentistiche. Con quali esiti a oggi?
Il contributo del 65% ha aiutato il nostro settore in questi anni di profonda crisi. Il vero merito è stato quello di far pensare che si potevano cambiare i serramenti, anche se il recupero fiscale in 10 anni è veramente lungo. La crisi e la mancanza di sicurezza del posto di lavoro ha comunque portato una diminuzione della domanda negli ultimi due anni. Per quanto riguarda i produttori dei serramenti in legno, oltre alla flessione della domanda hanno subito l'avanzare dell'offerta dei serramenti in PVC, che spinti dalle aziende estere con prezzi "impossibili" hanno eroso in modo importante la loro quota di mercato.

Il CPR (Construction Products Regulation) n. 305/2011 – Regolamento sui prodotti da Costruzione è in vigore dal 1° luglio 2013 in tutti i Paesi dell'Unione europea. Per tutti gli attori della filiera (fabbricante, importatore, rivenditore/distributore e mandatario) sono previsti compiti e responsabilità specifiche, nell'ottica di migliorare la tracciabilità del prodotto e la corretta informazione al consumatore, circa le caratteristiche prestazionali. Concretamente, cos'è cambiato per i produttori di serramenti?

Per i fabbricanti (il termine produttore non è più in uso dopo l'entrata in vigore del CPR) che già  operavano in conformità ai disposti normativi precedenti nulla è cambiato. L'introduzione della Dichiarazione di Prestazione non ha portato oneri aggiuntivi per i fabbricanti seri, solo qualche semplice procedura in più da rispettare che comunque favorisce la trasparenza e la correttezza verso il mercato.

Con quali ricadute su imprese grandi e piccole in termini di vantaggi e difficoltà?
Il vantaggio è affrontare il mercato con le carte in regola, presentare il prodotto con le dovute caratteristiche prestazionali e favorire la scelta consapevole da parte del cliente finale, che talvolta si trova sommerso da informazioni di ogni genere senza sapere cosa fare.

Quali attività e servizi proponete alle aziende per aiutarle ad adeguarsi alle logiche e alle imposizioni del Regolamento 305 sui prodotti da costruzione?
Ciò che EdilegnoArredo sta facendo è la diffusione di un'informazione capillare presso le aziende  associate, che sono costantemente aggiornate circa gli sviluppi e i conseguenti aspetti interpretativi delle norme, nonché assistite nei passaggi applicativi che ogni impresa si trova ad affrontare in relazione alla propria realtà produttiva.

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