La porta: l’opinione di quattro creativi di punta

Duilio Forte, Marco Romanelli, Matteo Scagnol e Cino Zucchi si confrontano sull’idea e il concetto di porta e sul mercato italiano, che fa scuola.

FederlegnoarredoAndrea Bazzichetto, imprenditore e consigliere incaricato del Gruppo Porte di EdilegnoArredo (l'associazione italiana che raggruppa le eccellenze del settore) afferma che le aziende italiane producono prodotti e soluzioni tecnologicamente all'avanguardia per tutti i gusti. "Le nostre imprese lavorano su un oggetto ad alto valore aggiunto, a partire da una tradizione artigianale molto forte. In questi anni hanno portato avanti soluzioni molto innovative a livello tecnico e tecnologico, lavorando su una fascia alta e sempre più customizzata". Per mantenere e rafforzare la posizione di leadership delle aziende italiane, è molto importanete diffondere cultura, anche a livello tecnico: "Tra le finalità del Gruppo Porte di EdilegnoArredo al primo posto si colloca l'impegno a sviluppare un linguaggio comune sul mercato", spiega Bazzichetto. "Chi offre un servizio alto, sotto il profilo del prodotto e del rispetto delle normative, ha un vantaggio competitivo molto importante. Come associazione abbiamo sempre ragionato su un ottimo servizio a livello di posa. I risultati oggi ci danno ragione". Tutto ciò ha portato alla realizzazione di uno strumento riconosciuto sia in Italia che all'estero: il manuale "Porte interne: linee guida all'installazione". Questa pubblicazione, creata per dare un punto di riferimento aggiornato e completo per tutti i professionisti del settore, offre un'ampia panoramica di argomenti in relazione al quadro normativo generale, analizzando nel dettaglio le caratteristiche tecniche dei componenti, le modalità di posa, le attrezzature impiegate e loro corretto utilizzo, i materiali complementari.

Dullio Forte

Dullio Forte

Elemento fondamentale per l'architettura d'interni, la porta è capace di dare molti spunti creativi a designer e progettisti. I molteplici usi metaforici del suo nome nel linguaggio comune rendono manifesto il costante dilemma tra la nostra necessità di privacy e la contrapposta voglia di socialità. Sintetizza Duilio Forte, artista di origine italiana e svedese, che svolge attività di ricerca nel campo dell'arte con particolare attenzione alla dimensione spaziale. Il logo del suo studio fa riferimento al Delta, quarta lettera dell'alfabeto greco dai contenuti simbolici che richiamano al termine "porta", quindi apertura e passaggio. Una fascinazione con ragioni precise. "È un oggetto che consente di concentrare la nostra attenzione sullo spazio, su idee precise di mondo. A me piace agevolare questa concentrazione utilizzando una forte asimmetria tra gli spazi che vengono separati. Un gesto ampio del corpo mentre apre una porta, crea sacralità". La porta può rispondere a principi di casualità, ma mai di provvisorietà: "Perseguo l'idea che gli oggetti non siano usa e getta, bensì costruiti valutando bene gli elementi estetici e di qualità. Il made in Italy in questo è una garanzia di qualità di fondo. Soprattutto quando si utilizzano materiali che appartengono alla nostra tradizione, e si punta sulla capacità di interpretare la cultura attraverso un progetto".

Marco Romanelli

Marco Romanelli

Oggi, parlare di porte d'interni è riduttivo, data la complessità di un prodotto che nel tempo è diventato un sistema duttile di chiusura all'insegna del taylor made, che per rispondere in maniera efficace e flessibile alle esigenze dell'architetto, offre materiali e forme sempre diverse. La voglia di personalizzazione si manifesta nell'esplorazione di ogni possibile variazione cromatica e materica. Ma quanto è diffusa l'esigenza di avere un prodotto "unico"? Secondo Marco Romanelli, architetto e progettista, il mercato va nettamente in questa direzione: "Io per ogni interno disegno una porta diversa, pensando attentamente agli ambienti che deve collegare. Infatti, la soglia tra un salotto e uno studio è differente da quella fra cucina e bagno. Cito spesso un bellissimo pensiero di Carlo Scarpa, che vedeva una correlazione fra la larghezza degli spazi e i materiali utilizzati: più lo spazio era stretto, più il materiale doveva essere nobile e ricco". La porta non è mai un elemento banale: rimarca un passaggio. "È come lo stacco, in un film, da un tipo di racconto a un altro. Lo spazio aperto non è necessariamente sinonimo di libertà. Credo molto nell'importanza di una dialettica costante fra l'essere umano e le misure che lo circondano". Anche la componentistica diventa sempre più sofisticata.

Matteo Scagnol

Matteo Scagnol

Una porta va concepita contestualmente con il disegno generale, in linea col progetto architettonico. Per Matteo Scagnol la parola d'ordine è coerenza, estetica e di pensiero: "Le mie porte contengono sempre un dettaglio, spesso grafico, che richiama al progetto, come un messaggio in codice, un segno distintivo". Nel 2001 insieme a Sandy Attia fonda lo studio MoDus Architects con sede a Bressanone e i loro progetti sono stati presentati alle ultime tre edizioni della Biennale di Architettura. Il Polo per l'Infanzia Firmian, a Bolzano, da loro progettato è stato selezionato come miglior esempio di edilizia scolastica, costituito da tre strutture integrate all'interno di un unico edificio, che al suo interno consente separazione e interazione. "In questo caso le porte sono state concepite non come soglie, ma come collegamenti fra uno spazio e l'altro, coerentemente con una didattica che presuppone apertura, e quindi trasparenza visiva e flessibilità degli spazi". Tra l'altro, Scagnol ha curato anche l'allestimento della mostra Building the Expo, rassegna delle architetture più interessanti di Expo 2015. Un focus sul meglio di quello che l'Italia può offrire in termini di sforzo progettuale e capacità esecutiva, con particolare attenzione dedicata alla relazione tra identità nazionale e scelte progettuali. Scagnol, per quanto riguarda le porte di interni, si dice affascinato dalla sorpresa che scaturisce dalla combinazione inedita di forme e materiali. "La creatività non si esprime soltanto in forme e materiali che si discostano dalla norma. Basti pensare all'effetto che fa una porta in cemento, all'apparenza pesante, che si apre con un dito. O a come il concetto di porta si adegua ai grandi spazi condivisi, adattandosi armonicamente a essi. L'innovazione tecnologica è la chiave di volta, e da questo punto di vista le aziende italiane fanno scuola".

Cino Zucchi

Cino Zucchi

Sulla stessa linea Cino Zucchi, tra i più noti progettisti italiani nel campo del disegno urbano e dell'architettura: "Molti tentativi di redesign di porte hanno cercato di variarne la natura attraverso l'inserimento di elementi "artistici" quali pannelli decorativi in vetro o fasce di materiali preziosi. Io credo invece che bisogni lavorare su una dimensione più precisa, che veda l'innovazione non come applicazione di elementi "altri", o la reinvenzione totale dell'oggetto porta, ma piuttosto come riflessione tecnologica e formale sui suoi dettagli". Temi come quelli della superficie dell'anta, della maniglia, del battente e del suo profilo, del rapporto tra telaio e muro, nei quali apparentemente è stato "detto tutto", possono rivelare ad uno sguardo più attento temi di grande interesse. "La fluidità e il carattere informale dei nuovi modi di abitare lo spazio domestico faranno da sfondo a una nuova generazione di architetti e designer, che si cimenteranno su temi di sempre con atteggiamenti, sguardi e concetti sempre nuovi".

EDILEGNOARREDO
L'Associazione nazionale fabbricanti prodotti per l'edilizia e l'arredo urbano. Il Gruppo Porte riunisce le aziende operanti nel settore produttivo delle porte interne. Info: www.federlegnoarredo.it

Pubblica i tuoi commenti