Portoni industriali: funzionalità e corretta efficienza

L’innovazione dei portoni industriali passa dall’aggiornamento delle componenti di automazione, per operazioni di apertura e chiusura più semplici.

Due motori stanno influenzando il settore dei portoni industriali: la crescita dell'e-commerce con la conseguente necessità di avere centri logistici particolarmente funzionali, e l'attenzione verso il contenimento dei consumi, legata alla ricerca di progetti efficienti. Ed è così che le squadre di R&S delle aziende specializzate in questo settore stanno studiando sistemi sempre più funzionali, in modo da essere in linea con le richieste provenienti dal mondo della logistica, soprattutto se relativa al mondo digitale in cui la velocità è fra le priorità da rispettare. Portoni industriali sezionali, a scorrimento rapido, avvolgibili, flessibili e a battente sono solo alcune delle declinazioni del settore; spesso, e soprattutto quando si tratta di dimensioni particolarmente grandi, i portoni contengono anche una porta pedonale più piccola, in modo da non obbligare, a ogni passaggio, l'azionamento di meccanismi di apertura totale. Stefano Tuccio, AD Hörmann Italia, conferma questa tendenza: "parlando del settore industriale non passa inosservato il forte impulso che ha interessato il comparto della logistica, grazie allo sviluppo esplosivo dell'e-commerce e degli investimenti esteri di cui beneficia il nostro Paese"; stimoli al mercato che, dunque, provengono anche da fuori confine, implementando ulteriormente le cifre di crescita. Progettualmente le aziende sono chiamate a proporre soluzioni in linea con il contenimento dei consumi, per abbassare l'impatto ambientale di interventi come quelli legati alla logistica e al terziario e, per combattere la dispersione di calore. Prevedere un adeguato isolamento termico del portone è importante sia in stato di chiusura, visto che si tratta di superfici di ampie dimensioni colpevoli di creare ponti termici, sia durante le operazioni di apertura e chiusura, quindi attraverso meccanismi di movimentazione di ultima generazione. Non ultima, la ricerca legata alla resa estetica. I portoni industriali si trasformano spesso in veri e propri landmark, obbligando progettisti e produttori a offrire numerose alternative stilistiche.

I meccanismi di automazione
Per i portoni industriali, l'innovazione passa attraverso l'aggiornamento delle componenti di automazione, per fare in modo che le operazioni di apertura e chiusura siano semplici, indipendentemente dal peso dell'elemento o dai cicli di lavoro a cui viene sottoposto. I sistemi meccanici si sono evoluti verso meccanismi elettronici, in grado non solo di permettere manovre agevoli, ma anche di garantire sicurezza: se il sistema intercetta il passaggio di qualcuno, la movimentazione si blocca.

Stile e design
L'innovazione della filiera produttiva permette di realizzare portoni industriali in un'ampia gamma di materiali, comprendendo, ad esempio, anche il vetro Che siano avvolgibili, scorrevoli o sezionali, i portoni rispondono anche a richieste di stile, in modo da essere coerenti con l'intero involucro edilizio. Ed è così che le aziende propongono diverse varianti, alternando fra materiali (metallo, vetro, plastica, tessuto, sintetico), colori, finiture e dettagli, fra cui maniglie e profili.

UNI EN 13241-1
Risale a circa un anno fa la redazione di una norma relativa alla posa in opera dei serramenti comprendendo anche i portoni industriali e commerciali ed è stata pensata per definire le metodologie di verifica dei requisiti di base dei progetti di posa in opera dei serramenti, fornendo indicazioni di carattere progettuale strettamente legate alle necessità di sicurezza. Si applica alle fasi di progettazione esecutiva e di scelta dei materiali e componenti, con le competenze e responsabilità definite in UNI 10818. La conformità ad essa conferirà al produttore la presunzione di conformità alla direttiva 89/106 "Prodotti da costruzione", oltre che, nel solo caso in cui sia presente una motorizzazione, alle direttive 98/37 (Direttiva macchine) e 89/336 (Direttiva compatibilità elettromagnetica). La conformità alle direttive europee citate (dimostrata tramite la UNI EN 13241-1) consentirà ai produttori di immettere legalmente sul mercato dell'intera area economica europea questi componenti edilizi. La marcatura CE, che dovrà obbligatoriamente accompagnare i prodotti, testimonierà che gli obblighi legali derivanti dalla legislazione comunitaria sono stati assolti. La norma obbliga il fabbricante a eseguire un certo numero di prove e a tenere sotto controllo la propria produzione per assicurare che le prestazioni misurate sui prototipi vengano mantenute nella produzione corrente. Le prove sono volte a determinare le prestazioni nei confronti delle caratteristiche di tenuta all'acqua, rilascio di sostanze pericolose, resistenza al carico del vento, resistenza termica, permeabilità all'aria, sicurezza nell'apertura, definizione della geometria di componenti di vetro, resistenza meccanica e stabilità, forze di funzionamento e durabilità (www.iseaitaly.com).

 

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