Eclisse per il progetto Fondazione Lukas Koch ad Alicante, Spagna

Il progetto “Fondazione Lukas”, che prende il nome da un sedicenne affetto da patologia mitocondriale, è nato dalla volontà di assistere e migliorare la vita di persone con ridotte abilità psico-motorie.

Eclisse

Lukas, costretto su una sedia a rotelle, non può muoversi ne parlare in modo autonomo e anche piccoli spostamenti in auto risultano lenti e difficoltosi. Il progetto pilota "Fundación Lukas", costruito nel 2014, è frutto della volontà di creare un residence in grado di assistere e migliorare la qualità della vita di persone che, come Lukas, hanno ridotte abilità psico-motorie. L'edificio è stato studiato per essere autosufficiente ed energicamente sostenibile per l'85%, infatti, sulla copertura è presente un campo fotovoltaico per il fabbisogno energetico e pannelli solari per la produzione di acqua calda che consentono di minimizzare l'uso di fonti energetiche fossili. L'acqua piovana, attraverso un impianto, viene recuperata e utilizzata per l'irrigazione del giardino. Grazie ad ampie vetrate gli apporti solari dell'involucro sono ridotti notevolmente e per il periodo estivo sono presenti pannelli muniti di veneziane mobili. L'edificio è disposto su un unico livello con la presenza di un piccolo patio interno. L'architetto paesaggista Elena Guembe, volontaria e membra attiva della fondazione, ha progettato la parte del giardino creando, per gli ospiti, un percorso con una particolare pavimentazione che agevola il passaggio con le sedie a rotelle consentendo curve dolci e morbide. Un vero e proprio giardino sensoriale pensato per stimolare differenti sensazioni, dalla vista, all'olfatto e al gusto grazie a particolari erbe aromatiche e piante da frutta con zone d'ombra dove fermarsi, aree attrezzate di gioco e una pista per bocce (attività adatta anche ai pazienti con gravi disabilità). Anche il tatto viene coinvolto perché le piante (per la maggior parte autoctone che resistono al clima di Alicante) sono posizionate ad un'altezza che permette di toccarle o sfiorarle con le mani al passaggio con la sedia a rotelle. Il mare si trova a solo un chilometro e mezzo di distanza e per questo è stato approvato il progetto per ultimare le piste ciclabili che oggi sono complete solo in alcuni tratti e percorribili con delle speciali biciclette a una ruota collegabili alla propria sedia a rotelle.

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L'edificio sostanzialmente è suddiviso in due aree principali separate: una aperta a tutti con desk accoglienza, uffici e spazi attrezzati per le sedute di fisioterapia, una piscina terapeutica e stanze per gli incontri con psicologi e ascolto e l'altra riservata ai residenti progettata come un appartamento comprendente 7 camere da letto, bagni, aree comuni con cucina, sala da pranzo, salone e stanza sensoriale. Il servizio in parte è sovvenzionato dalla fondazione e in parte a pagamento. La parte destinata alle residenze ha l'obiettivo di creare un ambiente personale, concepito come un'abitazione vera e propria, dove ogni ospite può personalizzare il proprio spazio e arredarlo con i propri mobili. La struttura può accogliere in maniera permanente 7 pazienti adolescenti/adulti dai 17/18 anni e i loro famigliari possono trascorrere gran parte della giornata con loro. Un soluzione ideale per aiutare genitori anziani che hanno figli disabili adulti. In questo centro ci lavorano personale specializzato durante il giorno che dispone di tutte le soluzioni tecnologiche che facilitano la cura e la vita quotidiana degli ospiti mentre durante la notte è presente una persona a disposizione per le emergenze e per la sorveglianza.

La zona comune delle residenze è stata porgettata come luogo conviviale dove condividere qualsiasi momento della giornata insieme (pranzi, attività ricreative, cucina, zone di gioco e relax), al pari di una grande famiglia allargata. All'interno della piccola sala sensoriale è presente un materasso ad acqua con terapia luce e musica che rilassano e al contempo stimolano. L'area terapeutica pubblica che accogliere bambini, adolescenti e adulti, comprende una zona per le sedute fisioterapiche, uno studio per il personale, una stanza con giochi e un salone separato da un vetro oscurato da un lato dove hanno luogo gli incontri con gli psicologi e che permette ai familiari e agli studenti di assistere alle sedute senza essere visti. Il centro si ispira al modello olandese delle case tutelate (viviendas tuteladas), rinominata "casa hogar" dalla Fondazione Lukas, ovvero un ambiente dove ognuno ha la possibilità di rendersi indipendente dalla propria famiglia e libero di vivere dignitosamente in una comunità. La vita quotidiana è facilitata da a un ambiente piacevole e accogliente che, di fatto, è una casa, la loro casa. Karin Pascual, Responsabile Comunicazione della Fondazione Lukas, testimonia di aver assistito un ragazzo di 17 anni che all'arrivo si presentava estremamente teso e contratto su se stesso ma che piano piano ha iniziato a rilassarsi fino a distendersi completamente e aprire tutti gli arti.

Eclisse

All'interno dell'Istituto Lukas Koch, per risolvere il delicato problema dell'apertura e della chiusura delle porte a battente e facilitare la mobilità delle persone diversamente abili presenti sono stati installati più di 30 sistemi scorrevoli a scomparsa dell'azienda Eclisse. I pannelli porta scomparendo all'interno del muro non intralciano lo spazio di manovra adiacente e lasciano libero il passaggio di una sedia a rotelle, che può scorrere liberamente senza trovare ostacoli. Oltre i modelli ad anta singola in dimensioni standard, sono stati installati 11 modelli Hoist, una variante del controtelaio per porta scomparsa ad anta singola che consente il passaggio dei dispositivi per la movimentazione e la cura della persona. Tre sistemi scorrevoli Eclisse Hoist sono stati posizionati nell'area fisioterapia nelle dimensioni a tutta altezza. L'apertura per accedere alla piscina risulta particolarmente ampia arrivando a coprire una luce di passaggio pari a 1.745 mm x 2.900 mm (L x H). Il sistema di sollevamento con motore installato a soffitto permette di spostare i pazienti dal bagno alla piscina, in modo che possano essere agevolmente mobilitati dal personale e infine calati in acqua. Generalmente questo ingresso rimane chiuso per mantenere il più possibile costante la temperatura della piscina. Altri due sistemi Eclisse Hoist in dimensioni fuori standard delimitano invece l'ingresso ai bagni.

Scheda progetto:
Progetto: Fondazione Lukas
Località: San Juan, Alicante, Spagna
Dimensioni: 1.000 m2
Anno: 2009
Tipologia: Centro e Unità abitative per disabili
Progettista: Christian Klein
Arch. paesaggista: Elena Guembe

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