(segue) Incentivare la crescita è un percorso ancora da completare

Tra le policies disponibili per il rilancio e la crescita dell’economia, la stimolazione dell’attività edilizia coniuga efficacia e rapidità di attivazione, lo dimostra uno studio attuato dall’Agenzia delle entrate.

Un secondo spunto di riflessione è offerto dalla stessa Agenzia delle entrate, che nei giorni scorsi ha pubblicato un aggiornamento del rapporto biennale "Gli immobili in Italia". In questa edizione del rapporto è stata aggiunta l'analisi degli effetti micro e macroeconomici delle politiche di incentivazione fiscale con conclusioni controverse: negative per il bilancio pubblico  per l'insufficiente addizionalità economica e fiscale delle policy, ma con notevoli effetti positivi sotto altri profili economici, sociali e ambientali (10). Le attività indotte dall'incentivazione sarebbero quindi solo il 34% di quelle incentivate (11) e genererebbero maggiori imposte in misura inferiore a quelle a cui lo Stato rinuncia concedendo gli incentivi (12). Bisogna però sottolineare che i dati studiati per giungere a questi risultati riguardano esclusivamente gli interventi di ristrutturazione edilizia e che si può ragionevolmente escludere che le conclusioni siano estendibili a quelli di riqualificazione energetica (quella profonda degli edifici condominiali) e di mitigazione del rischio sismico, e in particolare a quelli che sono oggetto degli incentivi introdotti nel 2017. Se si tiene conto delle peculiarità di queste categorie di interventi, è plausibile che gli effetti di addizionalità economica e fiscale delle misure di incentivazione siano tali da superare di gran lunga la soglia che rende positivo il saldo della policy (13). Prescindendo da ragionamenti più analitici, che si devono auspicare, la semplice constatazione dell'esigua numerosità degli interventi di questo tipo che oggi si realizzano, pur in presenza di detrazioni particolarmente generose, lascia intendere che aggiustamenti degli incentivi in grado di renderli molto più efficaci (come il loro utilizzo a garanzia dei finanziamenti privati) determinerebbero un'addizionalità prossima al 100%, tale da rendere la policy molto vantaggiosa sotto il profilo dello stimolo di PIL e occupazione, e da annullare la necessità di copertura finanziaria (14). Quanto più gli interventi sono complessi e costosi e gli incentivi contribuiscono a superare le barriere presenti in ambito condominiale, contribuendo a rimuovere il timore della solidarietà per i debiti condominiali e ad agevolare la formazione del consenso nelle decisioni collettive, tanto più l'addizionalità della policy è elevata. Soluzioni come la facoltà di cessione delle detrazioni a terzi capienti, e ancor più la loro trasformazione in strumenti finanziari, dotano gli incentivi di addizionalità elevatissima (ben più dell'incremento della percentuale di detrazione), portando sicuramente il saldo fiscale della policy nel quadrante positivo. La loro applicazione alle sole categorie di interventi più virtuose sotto profili non solo economici, e con finalità non solo di emersione fiscale, contribuisce a orientare le scelte di investimento verso modelli sostenibili. Anche un terzo motivo di riflessione è offerto dallo studio dell'Agenzia delle entrate, che ricorda che l'ampiezza dell'impulso al sistema economico causato dalla policy di incentivazione dipende anche dal moltiplicatore di Leontief, che nel settore dell’edilizia è particolarmente elevato ed è pari a oltre 2,6 (15). "Applicando i moltiplicatori di Leontief allo shock della domanda (dovuto all'incentivazione e misurato dall'addizionalità) si determinano il nuovo livello di produzione dell’intero sistema economico e il conseguente aumento delle entrate tributarie e contributive". La relazione tecnica delle leggi di bilancio che hanno introdotto le detrazioni fiscali e le varie modifiche intervenute negli anni non tiene conto del moltiplicatore, sovrastimando enormemente il deficit aggiuntivo generato dagli incentivi (16). Questi argomenti devono essere valutati attentamente, soprattutto in un momento in cui si comincia a puntare il dito contro il costo eccessivo delle politiche di incentivazione, orientandolo contro l'imputato sbagliato, con il rischio di buttare il bambino (gli incentivi a favore della deep renovation e dei miglioramenti strutturali) insieme all'acqua sporca (gli incentivi a favore di altri interventi che - la bassa addizionalità calcolata dall'Agenzia delle entrate lo dimostra - sarebbero stati realizzati anche in loro assenza). In più punti del documento illustrativo della bozza di nuova Strategia Energetica Nazionale si sottolinea l'esigenza di ridurre il costo della policy di incentivazione dell’incremento dell’efficienza energetica in ambito residenziale (17). Ma, come sostiene la stessa Agenzia delle entrate, se lo strumento di incentivazione possiede un'addizionalità superiore al 50%, l'elevato costo degli interventi incentivati non costituisce un problema per il bilancio pubblico e, al contrario, la policy si mostra maggiormente espansiva. Si tratta dunque di scegliere con attenzione su quali interventi puntare e applicare ad essi gli accorgimenti in grado di massimizzare l'addizionalità, come quelli che agevolano i finanziamenti. Gli interventi di deep renovation energetica e di miglioramento sismico degli edifici, che oggi si realizzano pochissimo, sono i candidati ideali. Che bella sorpresa sarebbe per gli italiani, e che utile passo avanti per il Paese, se nel giro al Senato la Manovrina riuscisse ad arricchirsi di qualcosa di tutto questo! Virginio Trivella coordinatore Comitato tecnico scientifico Rete IRENE

Note
10 Agenzia delle entrate: Gli immobili in Italia 2017, cap. 5: Agevolazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano (2017)
11 Lo studio ha confrontato l’effetto addizionale riscontrabile in presenza di detrazioni al 36% (vigenti fino a giugno 2012) e stimato pari al 5,7%, e quello aggiuntivo attribuibile all’incremento delle detrazioni al 50% (a partire da luglio 2012), stimato pari al 28%. Complessivamente, l’addizionalità dello strumento di incentivazione delle ristrutturazioni edilizie, con l’intensità attualmente in vigore, ammonterebbe a circa il 34% (pag. 228).
12 Nel 2014 la perdita di gettito causata dall'incentivazione delle ristrutturazioni edilizie sarebbe stata di 1,7 miliardi di euro.
13 Lo studio dell'Agenzia delle entrate individua una soglia di addizionalità pari a circa il 50%, superata la quale il saldo del gettito per il bilancio pubblico diviene positivo (pag. 228). Alcune semplici considerazioni mostrano che l’incentivazione della riqualificazione energetica in ambito condominiale possiede un’addizionalità non inferiore a tale soglia: l'incentivazione degli interventi sugli edifici condominiali è plausibilmente caratterizzata da maggiore addizionalità rispetto a quella a favore degli edifici indifferenziati (condominiali e non, stimata pari al 34%), a causa delle più numerose barriere che le decisioni di intervento riguardanti i primi devono fronteggiare e che gli incentivi contribuiscono a superare; la maggiore intensità delle detrazioni per riqualificazioni energetiche rispetto a quelle per ristrutturazioni edilizie, pari al 65-50=15%, è dello stesso ordine di grandezza dell'incremento che ha interessato queste ultime dopo il giugno 2012, pari al 50-36=14%, e potrebbe causare un’addizionalità incrementale simile a quella attribuita a tale incremento (28%); l'ulteriore maggiore intensità dei nuovi incentivi per riqualificazioni energetiche profonde condominiali (70% e 75%) contribuisce a incrementare ulteriormente la loro addizionalità.
14 Lo studio dell'Agenzia delle entrate evidenzia che "per le riqualificazioni energetiche sono state individuate numerose «barriere» che impediscono ai consumatori di effettuare interventi. Fra queste troviamo gli alti costi di realizzazione e le asimmetrie informative… Di fatto, a livello micro, i risultati confermano quanto ci si poteva attendere sulla base della valutazione teorica di questa misura fiscale: lasciando al consumatore l'onere di sostenere interamente le spese iniziali della ristrutturazione, i contribuenti che maggiormente si avvalgono delle agevolazioni sono quelli che possono sostenerne i costi" (pag. 219). Di conseguenza, risolvere in modo brillante il problema del finanziamento degli interventi, con strumenti di finanziamento poco costosi, consentirebbe all’addizionalità di raggiungere valori molto più elevati.
15 "I moltiplicatori di Leontief consentono di misurare l'incremento di produzione nell'intero sistema economico determinato da un aumento unitario della domanda finale in un dato settore dell’economia, nel nostro caso il settore delle costruzioni. Ad esempio, un incremento della domanda nel settore edile avrà un impatto diretto sullo stesso settore, ma anche un impatto indiretto sugli altri settori dell’economia, attraverso i beni intermedi scambiati, e, infine, un impatto indotto sui consumi dovuto all’incremento dei redditi dei lavoratori" (pag. 226).
16 Disegno di legge C.4127 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, tomo 1: relazione tecnica (pag. 210-215). L’effetto indotto è stimato pari al 25% della spesa aggiuntiva stimolata dai vari provvedimenti di incentivazione. Sul suo valore sono calcolate le maggiori imposte dirette e indirette attese dall’applicazione dei provvedimenti. Adottando invece il procedimento indicato dall’Agenzia delle entrate, l’effetto indotto sarebbe pari al prodotto tra l’addizionalità (34%) e il moltiplicatore di Leontief (2,63), dunque quasi il 90% della spesa aggiuntiva indotta. Le maggiori imposte dirette e indirette generate sarebbero quindi 3,5 volte superiori a quelle considerate nella relazione tecnica. L’entità dell’addizionalità considerata nella relazione tecnica (25%), indifferenziatamente per tutte le misure di incentivazione, è inferiore a quella stimata dall’Agenzia delle entrate (34%) e a quella – sicuramente superiore, per i motivi già accennati – attribuibile agli incentivi a favore degli interventi di riqualificazione energetica, in virtù della quale le maggiori imposte generate sarebbero ancora più elevate.
17 Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Strategia Energetica Nazionale 2017 – Audizione parlamentare (10 maggio 2017)

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