Per le porte di design è fondamentale personalizzare e uniformare

Oggi le porte hanno un nuovo ruolo all’interno del progetto architettonico e le tendenze spaziano tra proposte su misura, spesso filo-muro.

Il compito di una porta è ovvio: separare gli ambienti, i passaggi, i percorsi. Ma i modi per farlo sono, ormai, pressoché infiniti, perché la porta non è più solo un elemento indipendente inserito in un contesto senza aver prima stabilito un legame con il progetto. La porta è diventata parte integrante dell'intervento di architettura e, con esso, si modifica, evolve, diventa protagonista dell'identità di un involucro. «Negli anni le porte sono sempre state considerate per la loro mera funzione e in base a quella venivano scelte fra le tipologie a battente, scorrevole, girevole o a soffietto. Recentemente, invece, la tendenza è cambiata e le porte sono sempre più considerate parte integrante dell'arredo e dell'architettura di un luogo», raccontano da Rasoparete. «La parola chiave "funzione", così, è stata affiancata da "estetica", "su misura" e "personalizzazione" per decori, materiali e colori. Nello specifico, le nostre porte sono fornite già con una mano di fondo che permette di renderle uniche con colori, carte da parati o boiserie, uniformandole con il resto dell’ambiente e rendendole del tutto invisibili».

Rasoparete

La grande rivoluzione, quindi, si concentra nel considerare la porta come un elemento che deve garantire continuità con il progetto, quindi sempre più spesso viene richiesta una varietà che riguarda non solo diverse geometrie e colori ma anche la possibilità di realizzazione su misura, tanto per le dimensioni quanto per le finiture. Laddove, ad esempio, un ambiente è stato rivestito con una carta da parati di particolare impatto, anche la porta ne dovrà essere rivestita, per non rappresentare un elemento di rottura del progetto. In questa ottica si inserisce il successo, tanto forte da diventare una tendenza, delle porte filo-muro, i modelli che garantiscono una perfetta continuità con le pareti che le ospitano grazie alla completa assenza di stipiti, cornici e coprifili a vista.

Rasoparete

Gli elementi tecnici, dunque, vengono nascosti e le loro dimensioni vengono ridotte, per lasciare spazio all'architettura. «Le porte filo-muro sono la diretta conseguenza del trend "minimal" che ha pervaso negli ultimi anni un po' tutti i settori, dalla moda, al food e ovviamente al design», continuano da Rasoparete. «Nella maggior parte dei casi, oggi, le porte per interni non esistono più: esistono divisioni tra spazi, tra utenze diverse, chiusure, ma sempre il più impercettibile possibile. Impercettibili, ma funzionali. Le porte filo-muro hanno in questo senso il potere di scomparire quasi del tutto nell'ambiente, lasciando protagonisti gli altri elementi (gli arredi, le finiture, gli elementi architettonici). Le porte non più come oggetti, insomma, ma come semplici geometrie; da elementi di design sono diventate elementi d'architettura, linee completamente integrate e assorbite dallo spazio circostante. Il filo-muro domina il mercato, poi, non solo perché non si vede, ma anche perché spesso presuppone il fatto che sia perfettamente su misura e personalizzato, rispecchiando i desideri e le necessità delle persone».

Adatte tanto nelle nuove costruzioni quanto negli interventi di ristrutturazione, le porte filo-muro, proprio grazie alla loro personalizzazione, rappresentano sempre più spesso la prima scelta per ogni stile di interior design. Rimane comunque forte, grazie sia alle capacità artigianali italiane sia alla storia e alla ricchezza del patrimonio architettonico del nostro Paese, il settore delle porte tradizionali. In legno, decorate, con cornici molto elaborate, finiture di stampo classico, le porte tradizionali, lavorate da esperti ebanisti e prova di qualità del Made in Italy, hanno una loro fascia di mercato stabile, uno zoccolo duro del settore, garanzia di varietà e di qualità. Se, nei modelli più tradizionali, è il legno massello il materiale protagonista, nei progetti di nuova generazione MDF e tamburato sono i prevalenti, lasciando spazio anche a tecnologie innovative.

«Le nostre porte per interni (così come le grandi aperture come botole, vani ecc.), quando di grandi dimensioni, vengono realizzate con l'inserimento di un tubolare in alluminio, per evitare che si imbarchino e garantire, anche sul lungo tempo, la perfetta complanarità alla parete. Talvolta in interno, ma sempre in esterno, usiamo la stratifica di alluminio, frutto di una ricerca sui materiali che ci ha portato a risolvere i problemi di tipo ambientale. La stratifica d'alluminio resiste a temperature da -30° a +60° e garantisce ottime prestazioni meccaniche, anche in strutture con altezze fino a 320 cm o in botole a soffitto di 170 x 170 cm». Un cenno anche alla connessione fra il settore delle porte e lo sviluppo di sistemi legati all'IoT: proprio su queste pagine è stata approfondita la relazione fra software e porte blindate, nel nome della sicurezza. Sono oggetto di studio anche App e sistemi in grado di controllare la movimentazione da remoto delle porte per interni, in modo da offrire all'utente sicurezza e possibilità di ispezione continua. ◗

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