Porte blindate: tendenze, design e progresso tecnologico

In ambito di antieffrazione è obbligatoria la Marcatura CE per le certificazioni e le prove di laboratorio sui materiali delle porte blindate.

Biglietto di ingresso verso un edificio privato o pubblico, la porta blindata ha un ruolo importante e trasversale: parte del progetto dal punto di vista stilistico, deve rispondere a precisi requisiti tecnici legati alla sicurezza. Se, dunque, dal punto di vista del design le alternative si moltiplicano, soprattutto per quanto riguarda i materiali e le geometrie per pannelli e profili, e nell'ambito dell'innovazione la tecnologia sta sviluppando diversi progetti, dalla connessione con i sistemi domotici, al dialogo con App, dal punto di vista tecnico la normativa è precisa. "Per i prodotti di chiusura antieffrazione o porta antieffrazione o portoncino blindato, terminologie usate a seconda delle preferenze e degli ambienti operativi e culturali, la Marcatura CE viene applicata secondo la norma di prodotto armonizzata EN 14351-1, relativa alle porte pedonali esterne e alle finestre. Possono essere anche marcate secondo la norma di prodotto armonizzata EN 14351-2, relativa alle porte interne non tagliafuoco", conferma il geometra Roberto Porta, responsabile delle prove antieffrazione e tecnico della sezione Security&Safety dell'Istituto Giordano, Organismo Accreditato e operante nel campo della certificazione di prodotti e delle prove in laboratorio sui materiali. "Per le porte blindate vige l'obbligo di Marcatura CE se sono poste a divisione di un ambiente interno climatizzato da quello esterno oppure se è posta all'interno di un locale e divide due ambienti interni", continua il geometra. "Per le porte interne è richiesto il sistema di attestazione 4 che indica che il fabbricante è tenuto ad effettuare le Prove Iniziali di Tipo (ITT) e ad applicare un controllo di produzione in fabbrica. Per le finestre e le porte esterne pedonali, è richiesto il sistema di attestazione 3 che indica che il fabbricante è tenuto ad effettuare le Prove Iniziali di Tipo (ITT) presso un laboratorio notificato e ad applicare un controllo di produzione in fabbrica. Se si tratta di porte poste sulle vie di fuga il sistema di attestazione richiesto è l'1 e prevede che anche il controllo di produzione in fabbrica venga effettuato da un Ente notificato. Il produttore è tenuto, infatti, a garantire la rintracciabilità dei prodotti nonché a garantire che la propria  produzione mantenga, nel tempo, le prestazioni verificate inizialmente". I requisiti obbligatori cambiano a seconda dello stato membro in cui il prodotto è commercializzato e in base all'uso finale ma le prove obbligatorie che vengono richieste più di frequente sono la tenuta ad aria, acqua e vento, la prestazione termica e quella acustica. Per le porte poste su vie di fuga è richiesta anche la prova per verificare la capacità di sblocco. Ma esistono eccezioni: in Olanda è obbligatorio dichiarare anche la resistenza all'effrazione per tutti i serramenti esterni, la classe minima richiesta è la 2 secondo la norma EN 1627:2011. "Tuttavia", sottolinea Roberto Porta, "la prestazione antieffrazione non rientra fra i requisiti essenziali, ossia si tratta di una delle prestazioni per cui non è richiesto di riportare - sull'etichetta con la marcatura CE - i parametri o le classi rilevate o, nel caso peggiore, la non determinazione del valore (npd). Questo sorprende, perché per il cittadino, ma anche per le Istituzioni, comprare o applicare una porta significa nel 99% dei casi controllare un varco tramite una serratura: ossia impedire o meno l'accesso, proteggersi da persone indesiderate o impreviste, proteggere le cose, i macchinari, i beni. Inoltre se volessimo dare una scala di valori alle varie prestazioni possibili per una porta blindata, visualizzandole su una piramide, sembra scontato pensare che la prestazione antieffrazione deve essere al vertice al pari di altre importanti prestazioni come la resistenza al fuoco e al fumo".

La norma antieffrazione
I produttori che vogliono dichiarare la classe antieffrazione secondo la normativa europea eseguono le prove in base alla UNI EN 1627:2011. La norma definisce i requisiti e la classificazione per le proprietà della resistenza all'effrazione di porte, finestre e chiusure oscuranti. Si applica ai seguenti tipi di aperture: a rotazione, basculante, a libro, a rototraslazione, sospese in alto o in basso, scorrevoli (orizzontalmente o verticalmente) e ad avvolgimento, così come a tapparelle, saracinesche e grate fisse e apribili. La norma non si applica a tentativi di manipolazioni ed effrazione contro dispositivi di sicurezza elettronici o elettromagnetici. Sotto sono riportate le sequenze delle prove effettuate. Se tutti i requisiti per le classi di resistenza della presente norma europea sono soddisfatti, la finestra, la porta o la chiusura oscurante viene accreditata con la classe di resistenza. Le classi di resistenza sono calcolate e mirate secondo i metodi di attacco conosciuti, in uso presso i ladri e sono definite all'appendice D, Tabella D.1 della UNI EN 1627:2011.

Classi di resistenzaMetodi previsti di effrazione
1Lo scassinatore principalmente tenta di forzare la finestra, porta o chiusura oscurante usando la forza fisica, per esempio a calci, a spallate, sollevamento, strappando.
2Lo scassinatore occasionale cerca di forzare la finestra, porta o chiusura oscurante usando atrezzi semplici, per esempio cacciaviti, tenaglie, cunei.
3Lo scassinatore tenta di entrare usando in aggiunta un cacciavite e un piede di porco.
4Lo scassinatore esperto usa in aggiungta seghe, martelli, accette, scalpelli e trapani portatili a batteria.
5Lo scassinatore esperto usa in aggiungta attrezzi elettrici, per esempio trapani, seghe a sciabola, mole ad angolo con un disco massimo di 125 mm di diametro.
6Lo scassinatore esperto usa inoltre attrezzi elettrici con alta potenza, per esempio trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco massimo di 230 mm di diametro, al massimo.

1. Prova del dispositivo di sicurezza
Resistenza sotto carico statico secondo la EN 1628:2017 per un design ancora più minimale e pulito.

2. Progettualità della resistenza sotto carico
Resistenza sotto carico dinamico secondo la EN 1629:2017.

3. Solidità: tentativo di effrazione
Resistenza al tentativo di effrazione manuale - prova preliminare - secondo la EN 1630:2017.

4. Garanzia della prova principale
Resistenza al tentativo di effrazione manuale secondo la EN 1630:2017.

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